
Qui trovi le tappe principali, spiegate da famiglie che lo hanno già attraversato.
Adottare significa dare una famiglia a un bambino che ne è privo. In Italia l'adozione è regolata dalla legge 184 del 1983 e può essere nazionale (un bambino che si trova in Italia) o internazionale (un bambino che vive all'estero). Il punto di partenza è lo stesso: una dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i minorenni.
Questa pagina offre un orientamento generale e non sostituisce una consulenza legale. Per i dettagli sulla tua situazione rivolgiti al nostro sportello pedagogico e allo sportello legale.
Non separate nemmeno di fatto. Nei tre anni può rientrare un periodo di convivenza stabile prima del matrimonio.
Tra ciascun genitore e il bambino almeno 18 e non più di 45 anni (la legge prevede alcune eccezioni).
Con la sentenza n. 33 del 2025 della Corte costituzionale anche chi non è sposato può dare la disponibilità all'adozione di un bambino straniero. Per l'adozione nazionale resta richiesto il matrimonio.
Oltre ai requisiti di legge, il Tribunale valuta la capacità di accogliere, educare e accompagnare un bambino con la sua storia.
Prima della domanda vale la pena partecipare a un corso di informazione e incontrare famiglie adottive. Calicantus organizza un corso pre-adozione per coppie e single proprio per questo.
Si presenta al Tribunale per i minorenni del distretto in cui si risiede (per Magenta e l'Ovest Milano: Milano). Si può fare domanda per l'adozione nazionale, internazionale o entrambe. La domanda per l'adozione nazionale vale tre anni e si può rinnovare.
Un'équipe psico-sociale del territorio effettuerà l'indagine attraverso colloqui con gli aspiranti genitori adottivi. L'indagine psico-sociale è un'attività conoscitiva e valutativa su mandato del Tribunale per i minorenni per verificare l'idoneità di una coppia o di un single all'adozione.
Cos'è e a cosa serve
Obiettivo principale: Fornire al giudice minorile una "fotografia relazionale" ed elementi oggettivi sulle reali competenze e potenzialità genitoriali della coppia o del single.
Quadro normativo: È disciplinata principalmente dalla Legge n. 184/1983 (in particolare dagli artt. 22 e 29-bis per i tempi e le modalità).
Durata massima: La legge prevede che l'indagine e la stesura della relazione debbano concludersi entro quattro mesi dal momento in cui l'incarico viene affidato dal Tribunale ai servizi.
Come si svolge
L'indagine viene condotta da un'équipe multidisciplinare (generalmente composta da assistenti sociali e psicologi) e prevede diversi passaggi:
Colloqui di coppia e individuali: Per esplorare la storia personale, l'infanzia, il rapporto con le famiglie d'origine, la storia di coppia e l'elaborazione dell'eventuale lutto per la sterilità o infertilità.
Visite domiciliari: Per osservare l'ambiente di vita in cui verrebbe accolto il bambino.
Test psicologici e strumenti specifici: Possono essere utilizzati colloqui clinici approfonditi o strumenti come l'Adult Attachment Interview (AAI) per valutare gli stili di attaccamento e la resilienza emotiva.
Approfondimento sulle tematiche adottive: Si verifica quanto la coppia sia consapevole delle difficoltà legate all'abbandono, alla storia pregressa e alle origini del minore.
La relazione finale
Al termine dei colloqui, gli operatori redigono una relazione scritta che viene trasmessa al Tribunale per i minorenni e, di norma, mostrata o consegnata anche alla coppia.
Questa relazione non è una sentenza, ma rappresenta lo strumento fondamentale su cui il giudice si baserà – insieme ad altri elementi – per emettere il decreto di idoneità o di inidoneità all'adozione.
In caso di adozione nazionale
Non è prevista un'idoneità, ma se la relazione redatta esprimerà un parere negativo difficilmente i Tribunali per i minorenni proporranno un abbinamento agli aspiranti genitori.
Adozione nazionale: il Tribunale valuta le disponibilità ricevute quando c'è un bambino da abbinare a una famiglia; non esiste una «lista d'attesa» con tempi certi.
Adozione internazionale: il Tribunale rilascia il decreto di idoneità entro due mesi dalla relazione dei servizi. Entro un anno occorre avviare la procedura con un ente autorizzato dalla Commissione per le adozioni internazionali, che accompagna la famiglia fino all'incontro con il bambino nel suo paese.
Nell'adozione nazionale il bambino viene affidato in affidamento preadottivo per un anno, con il sostegno dei servizi; al termine il Tribunale pronuncia l'adozione. Nell'adozione internazionale l'adozione viene pronunciata nel paese d'origine o in Italia e poi trascritta.
L'arrivo del bambino non è la fine del percorso: è l'inizio di una storia nuova. Scuola, domande sulle origini, il rapporto con i nonni e con il mondo esterno sono temi che ogni famiglia adottiva incontra prima o poi.
Aiutando noi darai un sostegno alle famiglie nei loro percorsi e ci aiuterai a divulgare la cultura dell’adozione. Grazie per il tuo sostegno!
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